Si sta assistendo negli ultimi anni ad un andamento dei prezzi del petrolio, (e conseguentemente di
tutti gli idrocarburi su esso basati) decisamente anomalo rispetto ai decenni precedenti. Il prezzo del petrolio sembra aver intrapreso un percorso ascensionale che sembra
più o meno inarrestabile e continua a stupirci superando di volta in volta le previsioni anche più
inverosimili.
Ad esempio se solo un paio di anni fa qualcuno avesse ipotizzato chge i prezzi del greggio
avrebbero superato i 100 dollari al barile questi sarebbe risultato decisamente poco
credibile: anche sotto l'onda dei continui aumenti degli ultimi anni si è sempre parlato
del prezzo di 100 dollari come una soglia psicologica oltre la quale l'economia mondiale
avrebbe subito forti scossoni e che quindi difficilmente si sarebbe raggiunta.
Andamento del prezzo del petrolio in Dollari US (36 mesi)
Fonte www.traderlink.it (fare clic sull'immagine per il grafico aggiornato)
Al momento in cui queste righe vengono scritte (primo trimestre 2008),
non solo tale soglia è stata raggiunta ed abbondantemente superata, ma la sensazione è che
il trend ascensionale dei prezzi non sia affatto destinato a stabilizzarsi o a rallentare.
E' possibile trovare su internet articoli risalenti a qualche anno fa,
che trattano di questo argomento dove vengono espressi i medesimi dubbi e motivazioni
con l'unica differenza che i prezzi del petrolio oggetto dell'attenzione
sono tanto inferiori qunto più lontano nel tempo l'articolo è stato redatto.
Tanto per riportare un esempio, l'articolo del "Corriere della sera" rintracciabile al
seguente indirizzo
risalente al giugno del 2005, titola:
"Energia sempre più cara, petrolio a 60 dollari" e "Il prezzo dei future mette in difficoltà le Borse: previsioni negative".
Cause ufficiali
Le cause ufficiali a cui viene imputato questo fenomeno sono riassunte nei seguenti punti:
Cause naturali
Si apprende spesso da quotidiani e notiziari che le cause dei rincari sarebbero per lo più dovute ad eventi naturali o a problemi contigenziali in un determinato giacimento di importanza mondiale.
Rimane comunque difficile non rimanere perplessi osservando l'andamento di lungo periodo dei prezzi, la cui inequivocabile tendenza non può essere certo imputata ad avvenimenti episodici.
Svalutazione del dollaro
Un altro punto su cui spesso si dibatte è il recente processo di svalutazione del dollaro nei confronti dell'euro.
In effetti il prezzo del petrolio viene espresso in dollari e visto il recente deprezzamento della divisa americana rispetto a quella europea, sono in molti a sostenere che il dollaro, svalutandosi,
causi l'aumento dei prezzi che altrimenti rimarrebbero relativamente stabili.
Tale ragionamento è alquanto opinabile in quanto sono in molti ad obiettare che
non è affatto detto che il prezzo del petrolio ed il relativo andamento,
espressi in dollari americani, siano influenzati dal rapporto di conversione
euro/dollaro, o quantomeno è difficile credere che lo siano in maniera in maniera così diretta.
Andamento del rapporto Euro dollaro (36 mesi)
Fonte www.traderlink.it (fare clic sull'immagine per il grafico aggiornato)
In ogni caso, se questo discorso poteva stare in piedi fino a poco più di un anno fa,
basterà di nuovo soffermarsi sul grafico del petrolio e rilevare l'andamento al rialzo completamente anomalo per mettere in seria discussione tale ipotesi:
negli ultimi due anni, infatti, il prezzo del petrolio è praticamente raddoppiato e lo stesso
non si può certo dire del rapporto euro dollaro (vedi grafico).
Ulteriore conferma si ottiene esaminando il grafico sottostante che tiene conto della svalutazione
della divisa americana rispetto al prezzo del petrolio: sembrerebbe che, al di la dello scostamento
tra i due valori riportati (abbastanza costante se visto come percentuale), il trend del prezzo del barile sia ben poco influenzato dall'andamento del dollaro.
Andamento prezzo del petroliori elaborato in base al potere d'acquisto del dollaro USA
Fonte http://petrolio.blogosfere.it
Prezzo della benzina
Molte polemiche imperniate sul tasso di cambio euro/dollaro sono poi sorte, specialmente in Italia,
rispetto al costo della benzina:
se è vero che l'aumento del prezzo del petrolio implica un naturale aummento dei prezzi dei carburanti (benzina e gasolio compresi) è altresì vero che un forte deprezzamento del dollaro dovrebbe causare
un calo del prezzo della benzina (acquistata in euro), questo però (in Italia) non accade ed anche i prezzi
della benzina sono saliti alle stelle.
Spesso la giustificazione ufficiale agli aumenti di carburante è appunto l'aumento dei prezzi del petrolio,
nessuna menzione viene fatta relativamente alla svalutazione del dollaro che avrebbe dovuto causare
oscillazioni a ribasso (praticamente mai avvenute) o quantomeno periodi di maggiore stabilità del prezzo del carburante alla pompa (acquistato in euro).
Possibili cause tecniche e "Picco di Hubbert"
Con il passare degli anni sembra sempre più farsi strada l'ipotesi tecnica che gli aumenti del prezzo
del petrolio non siano dovuti a ragioni congiunturali o speculative, bensì che il prezzo
del petrolio sia destinato ad aumentare sempre più per il semplice fatto che
la preziosa risorsa fossile si stia esaurendo, o meglio che la quantità di petrolio
che si riuscirà ad estrarre e ad immettere sul mercato di anno in anno sarà sempre
inferiore rispetto a quella estratta nell'anno precedente, decretando quindi
continui aumenti del prezzo in base alla legge economica domanda/offerta.
Questa ipotesi tecnica, formulata per la prima volta da "Marion King Hubbert" (Wikipedia Inglese),
un geofisico che lavorò alle dipendenze della petrolifera "Shell",
è nota come "Picco di Hubbert" (Wikipedia Italiano).
Se, come sostengono in molti, intorno agli anni 2005/2006 si è raggiunta la situazione di "Picco"
dell'estrazione, va da se che il petrolio è destinato a diventare con il passare del tempo una risorsa sempre
più preziosa e di conseguenza sempre più cara, raggiungendo di volta in volta
livelli di prezzo che sarebbero sembrati assurdi solo pochi mesi prima (se torniamo indietro al 2005 ci accorgiamo che in effetti,
questa situazione si sta ampiamente verificando).
Il video RAI proposto di seguito espone in maniera semplice e comprensibile la teoria del "Picco del petrolio"
E' interessante in proposito ascoltare l'intervista contenuta nel video (in inglese) riportato di seguito in cui Matthew Simmons,
CEO della Simmons & Company International, ipotizza
senza troppo clamore prezzi prossimi venturi del petrolio intorno ai 300 dollari al barile.
Per chi non avesse dimistichezza con l'inglese consigliamo questa intervista, sempre a Simmons, in italiano,
risalente al 2003, presente sul sito www.oilcrash.com.