Diesel russo a New York, i prezzi restano alti
Il primo carico di gasolio russo diretto negli Stati Uniti è partito da Primorsk e dovrebbe arrivare a New York il 7 novembre: 40.000 tonnellate, circa 300.000 barili. Rapportato ai 3,8 milioni di barili al giorno di domanda statunitense, il carico vale 300.000/3.800.000 = 7,9% del consumo quotidiano, cioè meno di due ore (0,079 giorni, circa 1,9 ore). Il punto non è quindi il volume: è il ritorno politico del diesel russo nel mercato americano mentre il prezzo resta a 6,30 dollari al gallone.
40mila tonnellate non bastano per spostare il mercato
La petroliera Agioi Fanendes, battente bandiera maltese, ha caricato 40.000 tonnellate di gasolio a bassissimo tenore di zolfo a Primorsk, sul Baltico. L’arrivo negli Usa è previsto per il 7 novembre, quattro giorni dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre. È il primo carico russo diretto negli Stati Uniti previsto dall’accordo annunciato da Trump il 9 ottobre.
Sul piano fisico, il carico è marginale. La domanda americana di gasolio si aggira attorno a 3,8 milioni di barili al giorno: i 300.000 barili del primo cargo coprono meno di un decimo del fabbisogno quotidiano. Gli analisti sottolineano che volumi così bassi difficilmente possono muovere un mercato globale del diesel rimasto teso. La prima nave, peraltro, non arriverà prima del voto: il 7 novembre è quattro giorni dopo il 3 novembre.
L’accordo prevede:
- 300.000 tonnellate subito, pari a circa 2,25 milioni di barili;
- 500.000 tonnellate a novembre;
- 1 milione di tonnellate “immediatamente dopo”.
Il primo cargo da 40.000 tonnellate è quindi il 13,3% della prima tranche (40.000/300.000), l’8% di quella di novembre (40.000/500.000) e il 4% del milione successivo (40.000/1.000.000).
Il prezzo resta sopra i 6 dollari: il calcolo annuale
Il gasolio americano viaggiava a 6,3172 dollari al gallone il 23 ottobre 2026, in leggero rialzo rispetto ai 6,3090 dollari del 22 ottobre e molto sopra i 3,6315 dollari dello stesso giorno dell’anno prima. In un anno il prezzo è salito di 2,6857 dollari al gallone, pari a (6,3172-3,6315)/3,6315 = 73,96%. La conversione in €1,70 al litro restituisce la misura quotidiana del problema.
La differenza tra i 6,30 dollari arrotondati e i 6,3172 dollari rilevati non è una contraddizione: è lo stesso dato letto a livelli di precisione diversi. Più rilevante è il quadro: il primo carico russo arriva dopo il voto e con volumi che, secondo gli analisti, non possono da soli invertire la corsa del diesel.
Dal Baltico a New York: date, primati e cautele
La Agioi Fanendes ha caricato il carburante il 22 ottobre a Primorsk ed è partita all’inizio di venerdì. I dati di Kpler indicano New York come destinazione, con arrivo stimato il 7 novembre; i dati di tracciamento confermano un carico di 40.000 tonnellate. Se la consegna avverrà come previsto, sarà il primo carico di gasolio russo diretto negli Usa tracciato da Kpler dal luglio 2023 e la prima spedizione da Primorsk a New York dal gennaio 2022. Acquirente e venditore non sono stati resi noti subito; la ricostruzione di Yahoo Finanza Italia conferma i circa 300.000 barili e l’arrivo stimato il 7 novembre.
Sul primato le fonti usano perimetri diversi. Kpler parla di primo carico tracciato dal luglio 2023 e di prima rotta Primorsk-New York dal gennaio 2022; Reuters, nella versione ripresa da MarketScreener Italia, lo definisce il primo importato dagli Stati Uniti da quando l’ex presidente Joe Biden ha annunciato nel 2022 il divieto di importare petrolio e prodotti petroliferi russi. Non è una cifra in conflitto, ma una diversa linea di partenza: monitoraggio Kpler contro divieto politico americano.
L’accordo Trump-Putin e le prossime mosse
L’intesa annunciata il 9 ottobre tra Donald Trump e Vladimir Putin prevede la fornitura di diesel russo al mercato americano e a quello mondiale. Mosca ha parzialmente revocato il divieto autoimposto alle esportazioni di gasolio, con effetto dal 10 ottobre e una prima fase da 500.000 tonnellate sul mercato. Washington ha sospeso temporaneamente alcune disposizioni della legge sulle sanzioni contro la Russia. Trump ha anche minacciato di limitare le esportazioni di diesel statunitense verso l’Europa, qualora i Paesi europei non rendano disponibili le proprie riserve di emergenza.
Il Cremlino conferma che la prima petroliera è salpata. «Per quanto ne so, il ministero dell’Energia ha già riferito che la prima petroliera è effettivamente salpata verso i destinatari, i suoi acquirenti. Da questo momento in poi le ulteriori spedizioni proseguiranno a ritmo regolare», ha detto il portavoce Dmitry Peskov. Il vicepremier Alexander Novak ha aggiunto che altre spedizioni verso gli Usa seguiranno man mano che le aziende definiranno i contratti; entro fine anno Mosca punta a riportare le esportazioni di gasolio a 3-3,5 milioni di tonnellate al mese.
Non tutto il diesel russo però punta agli Usa. Alcune spedizioni sono dirette in Turchia, uno dei maggiori acquirenti del gasolio russo, e almeno due petroliere hanno segnalato destinazioni in Turchia e Brasile dopo la revoca del divieto. La mossa è stata interpretata come un tentativo di abbassare i prezzi dei carburanti per i consumatori americani in vista delle elezioni di metà mandato. Ha suscitato dure critiche dall’Ucraina e da suoi alleati, compresi alcuni esponenti del Partito repubblicano di Trump.
Il punto: un segnale politico, non una soluzione
Letto insieme ai numeri, il carico da 40.000 tonnellate dice due cose. Primo: è il 13,3% delle 300.000 tonnellate annunciate per la fase immediata, l’8% delle 500.000 di novembre e il 4% del milione successivo; non è la leva che può portare il diesel americano giù da 6,30 dollari al gallone. Secondo: arriva il 7 novembre, quattro giorni dopo il voto del 3 novembre, quindi non può avere alcun effetto elettorale. Per un operatore americano — trasporto, agricoltura, industria — il primo segnale utile non è questa nave, ma l’eventuale arrivo delle 500.000 tonnellate di novembre e la conferma dei contratti. Per Mosca, il ritorno negli Usa riapre un mercato chiuso dal 2022, mentre Turchia e Brasile sembrano restare tra gli acquirenti chiave del gasolio russo.
Il vero test dell’accordo non è il carico inaugurale da 40.000 tonnellate, ma se le 500.000 tonnellate di novembre arriveranno davvero e con contratti chiari: fino ad allora, il diesel americano resta un mercato da 6,30 dollari al gallone.