Ras Tanura, incendio domato: il Brent torna a 115$

Un incendio è divampato all'alba di martedì vicino agli impianti di Saudi Aramco a Ras Tanura, il complesso che unisce la raffineria da 550.000 barili al giorno al principale terminal di esportazione saudita sul Golfo Persico. Le fiamme sono state contenute, ma l'entità dei danni resta indeterminata: è proprio questa incertezza, più del fuoco, a tenere alto il premio di rischio sul greggio. Si può leggere come un segnale che il mercato non stia prezzando un impianto danneggiato, quanto piuttosto il timore di nuovi attacchi.

Incendio contenuto, ma le versioni sull'attacco divergono

Una persona a conoscenza dei fatti, che ha chiesto di non essere identificata, ha riferito a Bloomberg che il rogo è stato arginato nelle prime ore di martedì e che l'estensione dei danni non era immediatamente chiara. L'agenzia di sicurezza marittima Vanguard conferma che l'incendio è stato domato. Sui social circolano video di colonne di fumo sulla strada tra la raffineria e il Golfo.

La ricostruzione dell'attacco, però, non è altrettanto lineare. Il portavoce militare degli Houthi Yahya Saree ha scritto su X: "Abbiamo colpito la raffineria di Ras Tanura, nella provincia orientale, con un missile balistico", parlando di "incendi di vaste proporzioni". Le autorità saudite non hanno confermato un colpo diretto sulla raffineria e non esistono prove verificate in modo indipendente di danni estesi o di un'interruzione significativa delle operazioni. La distanza tra le due versioni — rivendicazione massimalista da un lato, silenzio operativo dall'altro — è essa stessa un'informazione: finché Riyad non pubblica una valutazione, il mercato lavora al buio.

Nella stessa giornata l'Arabia Saudita ha intercettato 3 missili balistici diretti verso la Provincia Orientale, 4 droni verso la regione meridionale e 2 missili su Riad, dove i detriti hanno danneggiato un edificio, un cantiere e un veicolo. Nel pomeriggio la capitale ha registrato quattro esplosioni; secondo gli Houthi almeno un missile avrebbe centrato il ministero della Difesa, rivendicazione non verificata.

Il premio di rischio resta nei prezzi

In apertura asiatica di mercoledì i futures sul Brent trattavano a 115,70 dollari al barile (+1,62%), mentre il WTI saliva a 101,20 dollari (+1,34%).

ContrattoPrezzoVariazione di seduta
Brent115,70 $/barile+1,62%
WTI101,20 $/barile+1,34%

Il rialzo arriva dopo un calo di quasi 2 dollari martedì, innescato dalle speranze legate ai colloqui tra funzionari sauditi, turchi, pakistani e iraniani. È plausibile che bastino poche ore perché quell'ottimismo si dissolva. A sostenere i prezzi contribuisce anche il quadro delle scorte: l'American Petroleum Institute stima un calo di 2,03 milioni di barili nelle scorte statunitensi di greggio nella settimana terminata il 23 ottobre, dato che i trader confronteranno con il report EIA di mercoledì.

Impianto petrolifero con colonne di distillazione e serbatoi alla luce del giorno, simbolo del rischio sul greggio e della raffineria
Il polo petrolifero del Golfo resta al centro dell'attenzione dopo l'incendio contenuto e il premio di rischio sul greggio.

Attenzione a non confondere due fotogrammi. blue News riporta 102,4 dollari al barile in alta mattinata del 27 ottobre senza specificarne il benchmark, seguito da una chiusura a Wall Street in calo dello 0,61% secondo blue News. Il dato non è compatibile con il Brent di martedì, che secondo OilPrice chiude intorno a 114 dollari.

Cosa cambia per chi compra greggio saudita

Ras Tanura non è un impianto qualsiasi: somma capacità di raffinazione e terminal di esportazione sullo stesso perimetro, il che significa che un danno serio colpirebbe due anelli della catena contemporaneamente. Il contesto degli ultimi giorni non aiuta:

  • 14 morti in due attacchi missilistici contro l'aeroporto internazionale di Riad, il colpo più letale da anni.
  • L'edificio amministrativo di Aramco a Dhahran colpito due giorni dopo gli attacchi all'aeroporto.
  • 2 morti e 2 feriti per detriti di droni intercettati vicino a un impianto di lavorazione del giacimento di Shaybah, la settimana precedente.
  • L'oleodotto East-West rimasto fermo 2 settimane a settembre dopo attacchi con droni alle stazioni di pompaggio, con blocco dei carichi al porto di Yanbu sul Mar Rosso.
  • La rivendicazione Houthi, lunedì, di attacchi alle stazioni di pompaggio dello stesso oleodotto, mai confermata da Riyad.

Per un raffinatore europeo o asiatico la conseguenza operativa è una sola: la catena può bloccarsi per settimane, come mostrano le interruzioni documentate (l'East-West fermo due settimane a settembre); le fonti non quantificano costi assicurativi o logistici.

Il conto della geopolitica

Sui numeri di mercoledì lo spread tra i due benchmark vale 14,50 dollari al barile (115,70 meno 101,20), cioè il 14,3% del prezzo del WTI (14,50 su 101,20). Potrebbe essere letto come un indicatore del premio di rischio, anche se lo spread riflette pure qualità e logistica del greggio. A questo si aggiunge un report del Wall Street Journal secondo cui Washington avrebbe avvertito diversi Paesi arabi del Golfo di prepararsi a una possibile campagna militare breve e intensa dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026. Se l'ipotesi prende corpo, il premio di rischio non si sgonfia: si sposta più avanti nel calendario.

Sul fronte diplomatico il quadro resta fragile. Su richiesta del presidente Sisi, il parlamento egiziano ha autorizzato le forze armate a fornire sostegno per la difesa dell'Arabia Saudita; per gli Houthi la decisione equivale, secondo blue News, a "una dichiarazione di guerra"; Mohammed Ali Al-Houthi, membro del Consiglio politico supremo del movimento, avverte: "Trascinare le forze egiziane in una nuova guerra ne esaurirebbe le capacità e servirebbe i disegni del nemico israeliano che mira a impadronirsi del Sinai". Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha telefonato al capo del governo yemenita riconosciuto per esprimere solidarietà e auspicare una soluzione politica.

Il vero test non è l'incendio di martedì, già domato. È la capacità di Ras Tanura di continuare a caricare greggio mentre attorno al terminal si moltiplicano i bersagli: raffineria, oleodotto, aeroporti, quartier generali. Finché quel nodo regge, il prezzo resta alto ma controllato. Se cedesse, nessuno spread saprebbe misurarlo.

Fonti

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