Il petrolio vola ai massimi dal 2015 dopo il caso Arabia Saudita

Continua il periodo fortunato del petrolio, il cui prezzo torna a salire senza sosta. Il barile, qualità Brent, è riuscito a raggiungere nelle ultime ore la quota dei 62,4 dollari, facendo segnare un +0,4%. In questo modo è stato superato un record molto importante, che è datato 2015, l’anno del cosiddetto giro di boa. Il rialzo era stato notato nel corso delle ultime sedute: non a caso, già nell’ultima settimana, l’aumento ottenuto si è raggiunto con un + 2,7%. Quali sono stati i motivi di questa risposta positiva dell’oro nero sui mercati?

Le cause legate all’aumento del petrolio sui mercati

I nuovi impulsi sono correlati ai clamorosi arresti che sono avvenuti nel fine settimana in Arabia Saudita. Grazie a una ben strutturata operazione anti-corruzione, infatti, sono stati messi agli arresti numerosi nomi di massimo prestigio per il Paese. A ordinare l’operazione è stato il principe ereditario Mohammed Bin Salman. Tra i nomi delle persone messe agli arresti figurano anche diversi principi, ministri e numerosi investitori.

Vista la situazione attuale, si teme ora che si possano verificare incertezze e ripercussioni legate alle esportazioni del petrolio a partire proprio dal Paese. Gli operatori temono anche un eventuale cambio nella politica del monarca; quest’ultimo potrebbe arrivare a scegliere di puntare su un aumento dell’export, per andare a spingere in alto le quotazioni del barile.

Qual è la reazione degli esperti del settore?

In base a quanto riportato dagli esperti di RBC Capital Markets, sembra che per ora non vi siano i segnali che possano far pensare a una possibile inversione per la politica delle esportazioni all’interno del Paese. Nonostante ciò i segnali che invece sono lampanti dall’Arabia Saudita riguardano un proseguimento nei tagli delle produzioni.

Gli esperti spiegano anche che è attesa un’estensione degli accordi Opec in merito ai tagli alle produzioni per un valore di circa 1,8 milioni di barili al giorno in vista di tutto il 2018. Per avere conferme però è bene aspettare il 30 novembre quando il cartello si riunirà a Vienna.  Controllando l’andamento delle borse si nota che a beneficiare di questo positivo ritorno del greggio, sono i titoli del comparto Oil&Gas a Piazza Affari. I dati dicono che Eni è riuscita a guadagnare un + 0,14%, dopo un importante rialzo in avvio di seduta. Sono poi saliti anche i titoli di Saipem (al +0,21%) e di Tenaris (al +0,46%). E la situazione, a questo punto, potrebbe solo migliorare.

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