Crisi di Hormuz: Suez e dark fleet diventano le nuove vie del greggio

Il mercato petrolifero globale ha trovato le sue valvole di sfogo. Mentre lo Stretto di Hormuz rimane di fatto semi-chiuso dal 28 febbraio 2026, il settore risponde su tre fronti simultanei: più petroliere transitano dal Canale di Suez, il traffico in modalità dark cresce nello stretto iraniano e i raffinatori giapponesi riconfigurano i propri approvvigionamenti verso il greggio americano. La crisi geopolitica prolungata sta diventando il banco di prova più duro dell'adattabilità energetica globale.

Il Canale di Suez e l'Iraq raccolgono i flussi dirottati

Il Canale di Suez ha registrato un incremento significativo di transiti di petroliere, diventando la rotta alternativa preferita per il greggio del Golfo che non passa più liberamente attraverso Hormuz. L'Iraq ha aumentato le esportazioni di petrolio sfruttando i varchi ancora disponibili nello stretto, a dimostrazione che le disruption non hanno fermato completamente i flussi dalla regione.

Industria petrolifera adotta rotte alternative durante la crisi di Hormuz
Una petroliera vista dall'alto in navigazione nel Mediterraneo vicino a Vado Ligure. Foto di DeLuca G su Pexels

Il fenomeno della dark fleet — navi che navigano con transponder spenti per far passare barili del Golfo attraverso Hormuz — è in espansione. Secondo il Bloomberg Hormuz Tracker, a maggio 2026 il 65,2% dei transiti nello Stretto avveniva in modalità dark. I transiti dark continuano a crescere, segnale che i flussi reali dal Golfo superano quanto le statistiche ufficiali registrano.

I raffinatori giapponesi puntano sul greggio americano

Sul fronte asiatico, i raffinatori giapponesi hanno adottato una strategia alternativa: impiegare VLCC — Very Large Crude Carriers — per trasferimenti ship-to-ship di greggio statunitense. La mossa consente di approvvigionarsi da fornitori non dipendenti dallo stretto iraniano, riducendo l'esposizione diretta alle interruzioni. Il Segretario all'Energia americano ha confermato che il traffico attraverso Hormuz è in aumento, segnale che le rotte alternative operano in parallelo con i transiti ancora possibili nello stretto.

Tre meccanismi distinti — Suez, dark fleet, greggio americano via VLCC — compensano la stessa disruption in contemporanea: una resilienza distribuita su più nodi geografici e commerciali che nessun singolo blocco geopolitico riesce a neutralizzare integralmente.

Fonti

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