Stretto di Hormuz: traffico di navi cisterna crollato a 5 unità, nonostante le voci di pace

Ieri, 4 agosto 2026, solo cinque navi cisterna hanno attraversato lo Stretto di Hormuz — tre in entrata e due in uscita — mentre il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto rispetto ai livelli pre-guerra. Il dato, diffuso da Reuters sulla base delle rilevazioni di Kpler, conferma che la strozzatura del corridoio energetico più importante al mondo persiste, nonostante nelle ultime ore si siano intensificate le indiscrezioni su possibili negoziati di pace tra le parti.

I numeri del collasso: meno del 4% dei passaggi pre-guerra

Prima degli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran del 28 febbraio, lo stretto vedeva transitare in media tra 130 e 140 navi al giorno, incluse petroliere e altre imbarcazioni. Il passaggio di appena 5 unità ieri fotografa una paralisi quasi totale. Considerando un valore medio di 135 passaggi giornalieri, il traffico attuale si riduce a circa il 3,7% dei livelli pre-conflitto.

Una delle poche navi che si sono avventurate nello stretto è stata la metaniera emiratina Mubaraz LNG, diretta in India con un carico GNL. Si tratta del terzo transito per questa unità da quando è iniziata la guerra, dopo precedenti consegne a Cina e India. L’episodio, pur positivo, resta un’eccezione in uno scenario di rischio estremo.

Stretto di Hormuz quasi deserto, due navi cisterna lontane attraversano il corridoio energetico sotto il cielo azzurro
Nonostante le voci di pace, lo Stretto di Hormuz resta quasi vuoto: solo cinque navi cisterna in transito in una giornata.

Metaniere sotto attacco e la partita del Qatar

La tensione è aggravata dagli attacchi alle navi: nell’ultimo mese, tre metaniere sono state colpite nelle acque dello stretto, due delle quali qatariote e una greca. Bloomberg ha segnalato che un carico GNL del Qatar è comunque riuscito ad attraversare Hormuz questa settimana, ma l’episodio non scalfisce il clima di insicurezza.

Parallelamente, QatarEnergy ha acquistato 33 carichi GNL — un segnale che il colosso del gas sta cercando di rilanciare le esportazioni nonostante la force majeure ancora in vigore sull’hub di Ras Laffan. Già a giugno la società aveva comunicato di poter ripristinare entro un mese il 50% della produzione dell’impianto.

Bab el-Mandeb: traffico più vivace ma ancora molto contenuto

Se Hormuz langue, l’altro snodo strategico, lo Stretto di Bab el-Mandeb, mostra un’attività leggermente superiore. Ieri sono transitate in entrata o in uscita 14 navi che trasportano materie prime energetiche, inclusa una metaniera LNG, un dato superiore a quello dello stretto iraniano.

Il perdurare del blocco di fatto di Hormuz, nonostante le voci di colloqui, lascia il traffico attraverso lo stretto ancora ridotto ai minimi termini. Finché non si materializzerà un cessate il fuoco, ogni singola spedizione rimarrà un evento eccezionale.

Fonti

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