Stretto di Hormuz: segnalazioni di petroliere iraniane in movimento per eludere il blocco USA

Secondo fonti di stampa, l’Iran starebbe muovendo petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz per anticipare un eventuale blocco navale statunitense, prima che le minacce dell’amministrazione Trump si concretizzino. Le navi, ritenute collegate a Teheran, cercherebbero di mettere al sicuro le esportazioni di greggio mentre la pressione militare cresce. La manovra, se confermata, alzerebbe il rischio di uno scontro diretto nella strozzatura da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

Una crisi già esplosa a inizio luglio

Il presunto passaggio clandestino si innesta su una tensione altissima. Come avevamo riportato basandoci su notizie non ancora verificate, dopo gli attacchi attribuiti all’Iran a tre navi cisterna tra l’8 e il 9 luglio i transiti nello Stretto si sarebbero quasi azzerati. Prima del conflitto – secondo i report di stampa non accessibili per un riscontro diretto – la via d’acqua smaltiva tra 125 e 140 passaggi al giorno. Ora, secondo le ricostruzioni, Teheran tenterebbe di forzare un blocco preventivo, moltiplicando il pericolo di incidenti o di un confronto diretto con le forze navali americane.

Stretto di Hormuz con petroliere in transito, stretto strategico del petrolio mondiale tra Iran e penisola arabica
Lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, è al centro delle crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti.

Il mercato petrolifero in allerta

La prospettiva di un’interruzione forzata dei flussi iraniani aggrava un mercato già sotto pressione. In base ai report non verificati, la scorsa settimana il Brent avrebbe raggiunto i 76 dollari al barile, con un rialzo del 6%, mentre il WTI viaggiava sopra i 72 dollari. Secondo stime diffuse ma non confermate, l’offerta mediorientale sarebbe già calata di circa 6 milioni di barili al giorno rispetto ai livelli pre-conflitto: ogni nuova minaccia alla navigazione rischia di far schizzare ulteriormente i prezzi.

Un calcolo ad alto rischio

Far transitare le petroliere prima che scatti il blocco costringerebbe Washington a reagire o a tollerare la sfida. Secondo le fonti non verificate, le navi iraniane si muoverebbero con discrezione, sfruttando l’incertezza sui tempi dell’operazione americana. Non sono disponibili cifre ufficiali sul numero di unità coinvolte, ma la volontà di Teheran di mantenere aperto l’export a ogni costo indica che lo Stretto di Hormuz è oggi il fronte più caldo della crisi.

Le informazioni di questo articolo si basano su notizie di Reuters e Bloomberg i cui contenuti non sono stati verificati dalla redazione.

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