Morgan Stanley: GNL asiatico a $25/MMBtu, massimi dal 2023

Il prezzo del gas naturale liquefatto in Asia punta ai massimi da tre anni e mezzo per ragioni che vanno oltre la crisi nel Golfo Persico. Morgan Stanley prevede che il benchmark asiatico raggiunga $25/MMBtu nel terzo e quarto trimestre del 2026, il livello più alto dal gennaio 2023, con un upside di oltre il 30% rispetto alla forward curve attuale. Il segnale più netto dell'analisi: i prezzi salirebbero anche se lo Stretto di Hormuz riaprisse domani.

I due motori del rialzo: domanda asiatica e stoccaggi europei

La pressione sui prezzi deriva dalla convergenza di due fattori che agiscono su scala globale. In Asia, dopo una fase di acquisti deboli tra marzo e aprile 2026, la domanda di GNL è tornata a crescere spinta dall'urgenza di prepararsi alla stagione estiva. In Europa, la necessità di ricostituire gli stoccaggi di gas spinge i buyer europei a competere sui mercati spot con gli acquirenti asiatici.

La coincidenza temporale di questi due cicli — quello estivo asiatico e quello di riempimento pre-invernale europeo — è la ragione strutturale per cui il target $25/MMBtu regge anche in uno scenario geopoliticamente più disteso. I mercati del gas in Asia e in Europa si stringeranno ulteriormente nei mesi estivi, con la domanda di raffreddamento e la domanda di riempimento degli stoccaggi che agiscono in parallelo.

La Cina acquista ai massimi da febbraio 2026

La Cina, primo importatore mondiale di GNL, ha risposto alla crisi delle forniture mediorientali con un'accelerazione decisa degli acquisti. Come avevamo riportato, lo Stretto di Hormuz è di fatto semi-chiuso dal 28 febbraio 2026, con una riduzione drastica dei volumi di gas liquefatto che transitano dal Golfo Persico verso i mercati asiatici.

Le major energetiche statali cinesi e alcune società private hanno intensificato le importazioni dalla metà di aprile 2026, portando la media mobile a 30 giorni delle consegne a 178.000 tonnellate al giorno — il picco più alto dall'inizio di febbraio 2026. Il ritmo si è mantenuto elevato nelle settimane successive, segnalando che l'accelerazione fa parte di una strategia deliberata di approvvigionamento pre-estivo, non di un acquisto spot episodico.

Prezzi del GNL asiatico ai massimi da 3,5 anni
Navi in banchina presso serbatoi di stoccaggio: il GNL asiatico tocca i massimi da 3,5 anni. Foto di Zifeng Xiong su Pexels

Hammerfest posticipata: un segnale lato offerta

Sul fronte dell'offerta, il 9 giugno 2026 Equinor ha annunciato il posticipo della fermata annuale programmata al terminale Hammerfest LNG, in Norvegia. La manutenzione, inizialmente prevista per il periodo 8-11 giugno, è stata spostata al 13-16 giugno. Il terminale sull'isola di Melkøya elabora 18,4 milioni di metri cubi di gas al giorno e rappresenta circa il 5% di tutte le esportazioni norvegesi di gas, collocandosi come il più grande terminale di esportazione GNL d'Europa.

Lo slittamento è tecnico e limitato nel tempo, ma in una fase in cui gli operatori monitorano ogni variazione nella disponibilità di forniture, anche un rinvio di pochi giorni del principale hub europeo di liquefazione alimenta l'incertezza sui volumi a breve termine.

Perché il 30% di upside è un segnale fuori dall'ordinario

La cifra più significativa non è il target di $25/MMBtu in sé, ma il fatto che rappresenti un upside superiore al 30% sulla forward curve. Significa che il mercato a termine — che già incorpora tensioni geopolitiche e stagionali consolidate — prezza il GNL asiatico attorno a circa $19/MMBtu (25 diviso 1,30 dà un valore implicito di circa 19,2 $/MMBtu): il margine di rialzo aggiuntivo previsto è ampio, su una base di partenza già elevata.

Per gli operatori energetici europei con portafogli di acquisto da coprire, il segnale è concreto: acquistare GNL oggi, anche a prezzi già elevati, può risultare meno costoso che inseguire il mercato nella seconda metà dell'anno con gli stoccaggi ancora incompleti e la stagione invernale che si avvicina.

La stessa logica temporale emerge dall'analisi di Enverus sul mercato petrolifero, pubblicata lo stesso 9 giugno 2026. Al Salazar, director di Enverus Intelligence Research, la descrive come una chiamata "higher-for-longer": «Anche con un percorso verso la riapertura, lo Stretto di Hormuz non torna operativo dall'oggi al domani e il mercato non recupera il suo cuscinetto di scorte altrettanto in fretta. Il titolo si muove prima, ma le scorte basse e la normalizzazione graduale mantengono il Brent sostenuto fino al 2027.» La stessa architettura — prezzi che reagiscono in anticipo, fondamentali che normalizzano lentamente — vale per il GNL: la domanda estiva asiatica e il deficit di stoccaggi europei esistono indipendentemente dall'evoluzione del conflitto, e per questo $25/MMBtu resta il punto di equilibrio più probabile per l'estate 2026.

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