BP esce da Bay du Nord: Equinor accelera verso il petrolio canadese

BP ha ceduto l’intera quota nel progetto offshore Bay du Nord a Equinor, che ora controlla il 100% dell’area. L’operazione chiude la presenza britannica nel bacino atlantico canadese mentre il colosso norvegese accelera verso la decisione finale d’investimento, attesa per i primi mesi del 2027. Per il Canada atlantico è un voto di fiducia che vale quasi 10 miliardi di dollari.

Bay du Nord: cosa prevede il progetto canadese

Bay du Nord si trova nel bacino di Flemish Pass, circa 500 km a est di St. John’s, Newfoundland e Labrador, con profondità d’acqua comprese tra 600 e 1.170 metri. Il piano di sviluppo prevede una struttura sottomarina collegata a un’unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico, una FPSO, con cui BW Offshore ha firmato un accordo FEED nell’aprile 2026.

La fase iniziale coinvolge i giacimenti Bay du Nord e Cambriol, con risorse recuperabili stimate in oltre 400 milioni di barili di petrolio. Altri tre giacimenti — Cappahayden, Harpoon e Baccalieu — sono candidati a futuri collegamenti alla stessa infrastruttura. L’investimento complessivo atteso sfiora i 9,85 miliardi di dollari (circa 14 miliardi di dollari canadesi), con primo petrolio previsto nel 2031.

Tempistiche e prossimi passi: FID in arrivo

Equinor ha precisato che il progetto è entrato nella fase FEED e che i lavori in corso puntano a efficienza di capitale, pianificazione esecutiva e robustezza complessiva. La decisione finale d’investimento è fissata per inizio 2027, condizionata all’andamento del mercato, alle approvazioni normative e ai via libera interni.

BP cede la sua quota nel progetto Bay du Nord a Equinor
Piattaforma petrolifera offshore con strutture di sollevamento. Foto di Rahib Yaqubov su Pexels

Philippe Mathieu, Executive Vice President for Exploration and Production International di Equinor, ha dichiarato: «Negli ultimi anni abbiamo rafforzato Bay du Nord migliorando il business case e riducendo i rischi chiave. Questa transazione riflette la nostra fiducia nel progetto mentre lo portiamo avanti verso la decisione finale d’investimento. Cercheremo opportunità per coinvolgere partner nello sviluppo successivo».

Cosa significa l’uscita di BP e il consolidamento di Equinor

La mossa di BP rientra in una strategia di semplificazione del portafoglio che il gruppo persegue ormai da diversi trimestri. Per Equinor, invece, l’operazione segna un rafforzamento in un’area dove punta a raggiungere 2,3 milioni di barili equivalenti al giorno entro il 2030.

Se si rapporta l’investimento stimato alle risorse recuperabili della fase iniziale, il costo per barile si attesta intorno ai 24,6 dollari: una soglia che, con un Brent strutturalmente sopra i 70 dollari nei mesi recenti, lascia margini significativi anche in scenari di volatilità. La decisione di consolidare il controllo totale prima del FID dà a Equinor piena libertà nella ricerca di nuovi partner senza dover negoziare con un co-proprietario già dentro al progetto.

Bay du Nord si avvia quindi a diventare il primo grande sviluppo petrolifero in acque profonde del Canada atlantico, in un momento in cui le major ridisegnano i propri portafogli tra dismissioni e concentrazione geografica.

Fonti

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