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Il petrolio avanza: pericolo Shock Energetico?

Torna a crescere il prezzo del petrolio, che tocca e supera la soglia dei 79 dollari, in seguito al raffreddarsi delle tensioni intercorse tra Cina e America. Al tempo stesso è la situazione politica venezuelana a lasciare il segno: Nicolas Maduro ha trionfato alle elezioni e si sono aperte le voci di nuove, possibili, sanzioni made in USA. Tali sanzioni potrebbero colpire il greggio nella sua fonte primaria di sostentamento, causando quindi ripercussioni sul costo del petrolio. E questo è solo l’inizio di una situazione che è descritta, da alcuni, come una fase delicata.

Risale il petrolio dopo un periodo di stop

Dopo una fase di mercato ribassista, che ha turbato le quotazioni per diversi anni, il peggio sembra essere alle spalle. Wti e Brent sono tornati ai massimi registrati nel 2014, avanzando velocemente grazie alle tensioni che hanno visto come protagonisti USA e Iran. Il motivo scatenante è la scelta del presidente Trump, che ha deciso di dire addio allo storico accordo sul nucleare. Questa fortunata risalita riesce a causare non poche preoccupazioni: c’è, infatti, chi parla di shock energetico.

Il petrolio torna a quota 55 dollari al barile

Impresa o illusione? Difficile dirlo ora, ma la notizia lascia ben sperare: il petrolio è tornato a quota 50 dollari al barile. E ora, anche se società e investitori continuano a essere dubbiosi, il mercato sembra voler nuovamente credere nella grande svolta del settore. I fondi di investimento speculativo hanno subito risposto a questa sorprendente attività dell’oro nero, aumentato la posizione rialzista. In pochissimo tempo, negli ultimi giorni, sono aumentati gli investimenti nel lungo periodo sui titoli.

La situazione petrolio è destinata a migliorare?

Gli analisti e gestori non hanno alcun dubbio: la situazione che stiamo vivendo è destinata a migliorare e l’oro nero potrebbe regalare ulteriori sorprese in questa seconda metà del 2017. Nei primi sei mesi dell’anno corrente, il petrolio ha già fatto registrato i suoi minimi: 44 dollari con il Brent e 42 il Wti. Inoltre i tagli alla spesa legata alle esplorazioni e i segnali di rallentamento nella produzione statunitense permettono di sfruttare un punto importante a livello di prezzi.