Tre superpetroliere con 6 milioni di barili di greggio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nella mattinata di lunedì 22 giugno 2026: il quantitativo giornaliero più alto di petrolio iraniano uscito in aperto dal porto di Kharg Island dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. L'Iran non attende che la situazione diplomatica si stabilizzi — sta liberando i barili bloccati dal cordone navale americano degli ultimi due mesi alla velocità più alta mai registrata dall'apertura delle ostilità.
Le tre navi puntano su Singapore
Le superpetroliere navigavano con AIS attivo, dichiarando come destinazione le acque al largo di Singapore: area nota per i trasbordi da nave a nave che precedono la consegna finale alle raffinerie indipendenti cinesi, i cosiddetti teapot. Navigare con identificativo visibile, anziché "dark", è un cambio di registro rispetto alle abitudini degli ultimi mesi: segnala che l'Iran considera il corridoio di Hormuz praticabile alla luce del sole.
La pressione commerciale accumulata spiega la velocità. Come avevamo riportato, il 18 giugno 2026 un memorandum aveva garantito il transito libero per sessanta giorni; il 19 giugno una prima nave era stata tra le prime ad attraversare lo stretto dopo l'accordo. Il flusso del 22 giugno rappresenta la prima vera accelerazione in volume.
Armatori occidentali ancora cauti
Il recupero non procede in modo uniforme. Gli armatori e le assicurazioni occidentali mantengono una posizione attendista: i segnali sulla reale sicurezza della rotta sono ancora considerati contraddittori. La risposta è stata più rapida tra gli operatori asiatici, già attivi nel mercato del greggio iraniano, rispetto alle flotte europee e americane.
Nel frattempo, Kuwait ha offerto caricamenti di greggio del Golfo ai produttori che cercano uno sbocco via Hormuz, e petroliere indiane sono ricomparse nella zona dello stretto, confermando un ritorno graduale al traffico ordinario.
Tre superpetroliere e una domanda aperta
I 6 milioni di barili spostati lunedì sono la prova concreta che l'Iran ha ancora la capacità logistica per riprendere i volumi pre-blocco. Se questo ritmo si mantiene, il deficit di esportazioni accumulato nelle settimane di blocco navale potrebbe essere assorbito in tempi brevi.
Il vincolo rimane il quadro diplomatico: i negoziati tra Stati Uniti e Iran su un accordo di pace duraturo sono in corso, ma il memorandum del 18 giugno copre solo sessanta giorni. Se l'intesa regge, tre superpetroliere in una mattina potrebbero rivelarsi l'inizio di un cambiamento strutturale nei flussi del Golfo Persico.