Il greggio russo sta subendo un calo strutturale. La produzione media è attesa a 8,95 milioni di barili al giorno nel 2026, in discesa a 8,60 milioni nel 2027. Il gap di 350.000 barili al giorno tra i due anni non è un aggiustamento tecnico: misura l'effetto combinato di sanzioni più severe e attacchi a raffinerie, porti e terminali.
La nuova previsione: 8,95 mln b/g nel 2026, 8,60 nel 2027
La previsione, diffusa il 14 agosto 2026 da Rystad Energy, include un taglio di 90.000 barili al giorno rispetto alla stima precedente. La differenza tra 2026 e 2027 è di 350.000 barili al giorno, pari a circa il 3,9% della produzione attesa nel 2026. Il calo riflette le interruzioni nei terminali di esportazione occidentali e un export via mare diventato meno affidabile e più costoso.
| Indicatore | 2026 | 2027 |
|---|---|---|
| Produzione russa di greggio | 8,95 mln barili/giorno | 8,60 mln barili/giorno |
| Capacità di riserva | 620.000 barili/giorno | 700.000 barili/giorno |
L'output russo ha poco margine per assorbire ulteriori shock: le scorte onshore sono già a livelli che rendono difficili da evitare tagli prolungati. Con un surplus globale atteso nel 2027, il potere negoziale di Mosca verso acquirenti come Cina, India e Turchia si riduce, mentre sconti e costi logistici restano elevati.
Crisi di carburante e stop ai terminali del Mar Nero
Le infrastrutture stanno trasformando il calo produttivo in crisi logistica. Il 14 agosto 2026, Bloomberg e Reuters hanno segnalato nuove carenze di carburante in diverse regioni russe, la sospensione dei caricamenti al terminale Sheskharis nel Mar Nero e un incendio al porto energetico di Ust-Luga. La Turchia ha ridotto gli acquisti di greggio russo per le interruzioni delle esportazioni dal Mar Nero.
Questi episodi non sono isolati: interruzioni della stessa portata ora si traducono in tagli di produzione più rapidi e più profondi a livello di giacimento, perché gli operatori non hanno più scorte per compensare i fermi.
La trappola della capacità di riserva
La capacità di riserva russa è stimata a 620.000 barili al giorno nel 2026 e 700.000 nel 2027, ma è una riserva fragile. È legata soprattutto a pozzi maturi ad alto contenuto d'acqua, spenti durante i tagli. Più restano fermi, più aumentano i rischi di interventi costosi, calo di produttività e abbandono permanente.
La produzione russa non sta solo scendendo: sta perdendo la flessibilità per riprendersi. L'erosione della capacità di riserva legata ai pozzi maturi è il dato che peserà oltre il 2027.