Duma russa: norme fiscali d’emergenza contro la crisi carburanti

La Duma ha approvato il 24 giugno 2026 emendamenti al Codice fiscale per frenare la carenza di benzina e diesel che a giugno 2026 ha creato code ai distributori e aumenti di prezzo in diverse regioni russe. Più che una riforma strutturale, è una risposta tattica: gli attacchi ucraini con droni hanno colpito le raffinerie così duramente da rendere insufficiente la produzione domestica, e Mosca sta cercando di compensare su tutti i fronti disponibili — qualità del carburante, tempistiche di ammodernamento, importazioni.

Le misure: miscele, rinvii e sussidi all'import

Il pacchetto di emendamenti agisce su tre direttrici. Prima: un'autorizzazione a usare carburante di qualità inferiore nelle miscele con benzina da distillazione diretta, allargando la platea di materie prime utilizzabili dagli impianti colpiti. Seconda: il rinvio di alcuni interventi di ammodernamento delle raffinerie, mantenendo al contempo parte delle agevolazioni fiscali già esistenti. Terza: sussidi sulle importazioni di carburante, agganciati ai costi e ai prezzi di consegna dall'India.

Alexei Sazanov, vice ministro delle Finanze, ha difeso la legge davanti ai parlamentari: «Questa è una legge molto importante. Mira a stabilizzare la situazione sul mercato interno e ad aumentare l'offerta di carburante per autotrazione, sia attraverso la produzione nazionale sia tramite le importazioni». «In definitiva, saturare il mercato di carburante per autotrazione porterà alla stabilità dei prezzi», ha aggiunto.

Il parlamento russo approva modifiche fiscali per fronteggiare la crisi carburanti
Stazione di benzina deserta illuminata da luci arancioni durante la notte. Foto di lucas hegaard su Pexels

Produzione giù del 25%: i numeri dell'emergenza

I dati spiegano l'urgenza. La settimana del 24 giugno, la produzione russa di benzina si è attestata a circa 90.000 tonnellate metriche al giorno, il 25% in meno rispetto alla media giornaliera di giugno 2025. Le esportazioni via mare di prodotti petroliferi nella prima metà di giugno sono calate del 15% rispetto alla prima metà di maggio, effetto diretto delle manutenzioni non pianificate imposte dagli attacchi con droni.

Parallelamente il governo sta valutando un divieto di esportazione del diesel — benzina e carburante per jet sono già bloccati — e ha sondato la possibilità di importare carburante via mare. L'aggancio dei sussidi import ai prezzi dall'India si inserisce in una tendenza già segnalata: Mosca si è rivolta ai mercati asiatici per compensare i deficit produttivi interni.

L'incognita che la legge non può risolvere

Un calo del 25% della produzione rispetto a giugno 2025 non si recupera con agevolazioni fiscali. La riforma rende economicamente sostenibile operare in condizioni di emergenza — miscele di qualità ridotta, import più costoso, lavori rinviati — ma la variabile decisiva resta la velocità con cui le raffinerie danneggiate torneranno operative. Su questo, nessuna norma fiscale ha leva.

Fonti

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.