Gas naturale: USA lancia 100 centrali, Pakistan all’assalto del GNL

Gli inventari di gas naturale negli USA sono aumentati di 95 miliardi di piedi cubici nell'ultima settimana, mentre nel paese sono in costruzione oltre 100 nuove centrali a gas. L'Energy Information Administration stima che la domanda domestica crescerà del 6% nel 2027: non un picco temporaneo, ma una nuova baseline strutturale alimentata dai data center. Il paradosso è che questa espansione interna coincide con la crescita delle esportazioni americane di GNL, e l'integrazione con il mercato globale porta con sé un rischio che le utility sembrano stare sottovalutando: la volatilità dei prezzi.

Il boom delle centrali a gas USA e il nodo delle esportazioni GNL

Le 100+ centrali in costruzione negli USA sono pensate per durare oltre trent'anni. Un piano che aveva senso quando il gas americano era prezzato in un mercato prevalentemente domestico, isolato dalle oscillazioni globali. Con l'espansione delle esportazioni di GNL, questa protezione si sta erodendo.

Leonard Hyman e William Tilles, analisti specializzati nel settore energetico, hanno messo in guardia su OilPrice.com: man mano che cresce il volume di GNL esportato, il mercato americano del gas si integra in quello globale, e i mercati globali amplificano le fluttuazioni. Il petrolio ne è la dimostrazione diretta: a causa delle tensioni in Medio Oriente, i prezzi del greggio sono saliti di oltre il 50% negli ultimi mesi. Finché il gas resta prezzato domesticamente, le utility possono pianificare. Nel momento in cui segue la curva internazionale, quelle stesse utility si trovano esposte a shock esogeni — conflitti, blocchi navali, interruzioni — che non avevano incluso nei loro modelli di costo.

Il rischio concreto è che molte delle nuove centrali si rivelino anti-economiche o sottoutilizzate prima della fine della loro vita operativa, proprio perché i business plan sono stati costruiti ipotizzando un carburante stabile.

Pakistan: quarta gara GNL in due mesi, 1 milione di tonnellate sul mercato spot

A rendere questa tensione più acuta c'è la domanda asiatica. Il Pakistan ha lanciato una nuova gara sul mercato spot per 1 milione di tonnellate di GNL — la quarta in appena due mesi. Il motivo immediato è la domanda elettrica estiva, ma la causa strutturale è più articolata: la guerra in Medio Oriente ha portato alla chiusura della produzione e delle esportazioni qatariote; a ciò si è aggiunta la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran il 1° marzo 2026, che ha bloccato ulteriori forniture mediorientali ancora disponibili.

Pakistan LNG Limited, il gestore statale, aveva operato per anni con contratti a lungo termine dal Qatar. Con quelle forniture interrotte, il governo si è affacciato per la prima volta in quasi tre anni al mercato spot — dove i prezzi asiatici del GNL sono saliti bruscamente. Non tutte le gare hanno avuto esito positivo: in alcuni casi anche le offerte più basse sono state ritenute troppo costose per Pakistan LNG Limited.

Gas naturale: espansione della capacità USA, domanda asiatica e pressioni sui prezzi
Impianti di lavorazione gas naturale: l'espansione USA sotto pressione dalla crescente domanda energetica asiatica. Foto di adel bouzid su Pexels

A metà maggio 2026 il governo ha ottenuto dall'Iran il passaggio sicuro di due metaniere qatariote attraverso lo Stretto di Hormuz — la prima delle quali è stata la prima nave GNL a transitare dal giorno del blocco. Un segnale parziale di apertura, insufficiente però a normalizzare le forniture. L'impatto economico si misura nell'inflazione: a maggio 2026 il Pakistan ha registrato un rincaro complessivo dell'11,7%, con un'inflazione core cresciuta del 9% su base annua e dell'8% rispetto ad aprile.

India e Asia: domanda biforcata sotto pressione dei prezzi

Il quadro asiatico si completa con l'India, dove la prospettiva della domanda di carburanti è diventata meno favorevole a causa dei rincari energetici. Come avevamo riportato, Kpler ha ridotto a maggio 2026 le stime di crescita della domanda indiana da 128.000 a 78.000 barili al giorno per l'anno in corso — effetto diretto dei quattro rialzi consecutivi dei prezzi dei carburanti avvenuti durante la crisi dello Stretto.

La domanda asiatica di GNL mostra un profilo biforcato: i paesi con maggiore dipendenza dal mercato spot — come il Pakistan — pagano prezzi elevati per garantire la continuità elettrica. Le economie più sensibili al prezzo, come l'India, comprimono i consumi.

La tensione strutturale che il mercato ancora non prezza

Mettendo insieme i dati emerge una pressione destinata a durare. La crescita della domanda americana del 6% nel 2027 — trainata da oltre 100 centrali in costruzione — richiede forniture abbondanti e stabili. Le esportazioni di GNL americano collegano però sempre più il mercato interno alle oscillazioni spot asiatiche, dove Pakistan, India e altri importatori competono per le stesse molecole.

Il calcolo è diretto: se le 100+ centrali sono state dimensionate ipotizzando prezzi del gas relativamente stabili, e la correlazione con il mercato spot globale è in aumento, la distanza tra le aspettative di costo e i costi reali rischia di ampliarsi. Non è una proiezione: è una tensione già visibile nei dati. Il Pakistan paga un'inflazione all'11,7% su gas che non riesce sempre a comprare, e il mercato americano si sta aprendo agli stessi vettori di volatilità.

Chi si troverà a sostenere questa volatilità sono le utility americane — e quasi certamente i loro clienti finali, prima che la questione diventi impossibile da ignorare.

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