IEA, scorte accelerate: 20 milioni di barili di diesel

Oltre 20 milioni di barili di diesel da immettere sul mercato il prima possibile. L'Agenzia internazionale dell'energia (IEA) accelera il rilascio delle scorte di emergenza, ma la mossa arriva più piccola delle attese: le trattative parlavano di fino a 50 milioni di barili di gasolio e, dopo l'annuncio di giovedì 15 ottobre 2026, i future sul gasolio europeo sono saliti. Il segnale è che il collo di bottiglia non è più il greggio — gli invii dal Golfo Persico hanno iniziato a riprendersi — ma il carburante che muove camion, trattori e cantieri.

Cosa prevede il rilascio accelerato deciso dall'IEA

I 32 paesi membri hanno concordato di anticipare la consegna dei volumi ancora da versare nel piano varato a marzo 2026: circa 100 milioni di barili tra greggio e prodotti raffinati, su un impegno che superava i 400 milioni. Il totale finale dovrebbe a sua volta oltrepassare quella soglia, perché alcuni paesi hanno già contribuito più di quanto promesso.

Finora sono stati rilasciati circa 330 milioni di barili: rapportati ai 400 milioni dell'impegno iniziale, sono l'82,5% del totale (330 su 400). Il resto era già scritto nel piano; la novità è la velocità con cui l'IEA vuole arrivare a destinazione.

Perché il diesel è il punto debole del sistema

Il gasolio alimenta trasporto merci, agricoltura, manifattura, costruzioni e attività industriali. A differenza del greggio, che va raffinato prima di raggiungere il consumatore, il diesel prelevato dalle scorte di prodotto può entrare direttamente nella rete di distribuzione: un sollievo potenzialmente più rapido, dove infrastrutture e stoccaggi lo permettono.

Le cause della strettezza restano però tutte aperte:

  • interruzioni delle raffinerie in Medio Oriente;
  • produzione di carburante russa ridotta, con esportazioni di diesel in calo;
  • incertezza continua sulle rotte marittime mediorientali.

Nessuna si risolve con un prelievo dalle riserve. Ed è il motivo per cui il piano IEA funziona solo se i barili arrivano alle regioni dove la pressione sui prezzi è più alta.

IEA accelera il rilascio di scorte petrolifere, inclusi 20 milioni di barili di diesel
Grandi serbatoi industriali con parapetti verdi sotto un cielo azzurro e sereno. Foto di Jan van der Wolf su Pexels

L'attesa del mercato: 50 milioni contro 20

L'annuncio copre il 40% dei 50 milioni di barili di diesel che erano sul tavolo (20 su 50). La quota diesel annunciata viene letta come una delusione per il mercato.

Sullo sfondo c'è la pressione di Washington: funzionari statunitensi hanno spinto gli altri membri IEA per ottenere più barili, con i prezzi del diesel vicini ai massimi storici a poche settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre.

I numeri del piano e il caso Spagna

VoceBarili
Impegno di marzo 2026oltre 400 milioni
Già rilasciaticirca 330 milioni
Ancora da consegnarecirca 100 milioni
Diesel da anticipareoltre 20 milioni
Diesel discusso (fino a)50 milioni
Spagna: impegno di marzo11,5 milioni
Spagna: già consegnati3,7 milioni
Spagna: rilascio di ottobre4,4 milioni

La Spagna rilascerà 4,4 milioni di barili dalle riserve strategiche nel corso di ottobre, senza specificare quali prodotti petroliferi saranno prelevati. Sommando i 3,7 milioni già consegnati, Madrid arriverebbe a 8,1 milioni, cioè il 70,4% degli 11,5 promessi (8,1 su 11,5).

Cosa cambia per distributori, trasportatori e raffinatori

Se l'offerta aggiuntiva abbasserà i prezzi all'ingrosso, distributori di carburante e aziende di trasporto sono i primi candidati a beneficiarne. Per i raffinatori l'effetto passa da prezzi del diesel e margini di lavorazione, che dipendono da domanda regionale, costo del greggio acquistato e capacità di raffinazione disponibile.

Le riserve d'emergenza restano però una misura temporanea: non sostituiscono produzione di greggio, attività di raffinazione e investimenti nelle infrastrutture di trasporto. Chi segue il mercato guarderà il ritmo delle consegne reali, le scorte di distillati, i prezzi regionali del diesel e i margini di raffinazione.

Il test del piano non sarà il totale dei 400 milioni, ma quanti dei 20 milioni di barili di diesel saranno fisicamente nei depositi europei prima che i future sul gasolio smettano di salire su ogni annuncio.

Fonti

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