Stretto di Hormuz: l’accordo USA-Iran fa crollare il petrolio del 4%

I mercati petroliferi hanno prezzato la pace prima ancora della firma: l'annuncio del presidente Donald Trump di un'intesa con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz — chiuso da oltre 100 giorni — ha fatto cedere il Brent del 3,95% a 83,88 dollari al barile nelle prime contrattazioni asiatiche di lunedì 15 giugno 2026, con il WTI che ha perso il 4,62% a 80,96 dollari. Il crollo mostra che i prezzi del petrolio incorporavano un forte premio di incertezza geopolitica, non solo una perdita reale di flussi fisici.

I termini del memorandum: sanzioni sospese e 24 miliardi sbloccati

L'intesa, rilanciata domenica sera da Trump sui social con le parole "il petrolio fluirà", prevede una cerimonia di firma formale in Svizzera venerdì 20 giugno. Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha confermato che il testo del memorandum è stato finalizzato. Pakistan e Qatar, i due mediatori principali, hanno anch'essi certificato l'accordo.

I dettagli, diffusi dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Mehr News Agency citando una fonte vicina al team negoziale, includono:

Accordo USA-Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz: crollo dei prezzi petroliferi
Navi cargo nel Bosforo, centro cruciale dei traffici marittimi globali. Foto di Fatih Özkan su Pexels
  • La sospensione delle sanzioni sul petrolio iraniano
  • Il rilascio di 24 miliardi di dollari di fondi congelati, con 12 miliardi disponibili prima dell'avvio delle trattative nucleari formali
  • La fine della guerra in Libano
  • L'impegno dell'Iran a non sviluppare armi nucleari
  • Una tregua di 60 giorni durante la quale l'Iran potrà riprendere le esportazioni di greggio

Il raid israeliano che ha quasi affossato tutto

L'intesa è stata quasi bloccata nelle ultime ore da un attacco aereo israeliano nel sud di Beirut. Trump ha risposto immediatamente, dichiarando che l'attacco "non avrebbe dovuto accadere" e chiedendo che "tutte le parti abbassino le armi". I negoziati hanno retto, ma i mercati restano esposti fino a quando lo Stretto non sarà bonificato dalle mine, il documento sarà firmato e i flussi commerciali riattivati. Una nave LNG si sta già avvicinando a Hormuz in anticipo sulla riapertura.

Il petrolio giù del 15% dal picco: come leggere la correzione

Dai massimi di metà maggio, il WTI ha accumulato una correzione significativa; rispetto alla chiusura dell'11 giugno (95,47 dollari, giorno dell'annuncio della chiusura dello Stretto), la discesa al livello attuale di 80,96 dollari rappresenta un ritracciamento di 14,51 dollari (-15,2%) in quattro sedute. La velocità della discesa conferma che gran parte del rincaro da aprile non rifletteva la perdita fisica di barili, ma la difficoltà dei trader nel quantificare il rischio di un conflitto senza precedenti recenti.

Se la firma del 20 giugno regge e la bonifica dello Stretto procede senza interruzioni, il mercato dovrà anche scontare il rientro del greggio iraniano durante la tregua di 60 giorni: un'offerta aggiuntiva che potrebbe spingere ulteriormente i prezzi verso il basso nel breve termine.

Fonti

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