L'Iran ha già scelto il tempo: tre tanker della National Iranian Tanker Company (NITC) hanno attraversato il blocco navale americano prima ancora della cerimonia di firma prevista venerdì a Ginevra. Tehran punta a tradurre l'accordo in volumi commerciali prima che i 60 giorni di negoziati nucleari possano ridurre i margini di manovra.
I supertanker Diona e Hero2 aprono la rotta
I VLCC Diona e Hero2 della NITC hanno superato il perimetro del blocco USA trasportando complessivamente 3,8 milioni di barili di greggio iraniano, secondo dati AIS confermati da immagini satellitari elaborate da TankerTrackers.com. Si tratta, precisa il servizio di tracciamento, delle prime esportazioni di petrolio greggio iraniano da due mesi.
Un terzo tanker tracciato da Kpler ha lasciato la linea del blocco mercoledì 17 giugno con 1 milione di barili. La petroliera Stream della NITC si avvicina al blocco proveniente dalla zona economica esclusiva del Pakistan, dove aveva stazionato per sette settimane. Il VLCC Dan — rimasto silente nell'area dell'arcipelago di Riau dal 23 maggio — è ora in rotta verso l'Iran per il carico.
"L'Iran non sta perdendo tempo nel rimettere in circolo le proprie petroliere", ha dichiarato Michelle Wiese Bockmann, senior maritime intelligence analyst di Windward.
Perché l'Iran brucia i tempi
Come avevamo riportato, il memorandum quadro firmato il 15 giugno 2026 apre 60 giorni di negoziati su nucleare, sanzioni e sicurezza regionale. Stando a persone informate sui dettagli citate dal Wall Street Journal, l'accordo che sarà formalizzato venerdì consente a Tehran di riprendere le vendite di petrolio e carburante immediatamente alla firma — non al termine dei negoziati.
Sommando i carichi documentati — 3,8 milioni di barili sui due VLCC della NITC più il milione tracciato da Kpler — i volumi già confermati in transito si attestano a 4,8 milioni di barili nelle prime ore successive all'annuncio dell'intesa. La petroliera Stream era ferma in Pakistan da sette settimane; il Dan era silente dal 23 maggio vicino all'arcipelago di Riau: la velocità di dispiegamento non è improvvisazione, ma esecuzione di una posizione pianificata in attesa del segnale politico.
Ogni barile esportato prima che i 60 giorni di negoziati producano nuove condizioni è un ricavo che non dipende dall'esito dei tavoli. Per i mercati energetici, la firma di venerdì a Ginevra non segna l'inizio del flusso iraniano — lo ratifica.